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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/69


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Prussia, Luigi IX di Francia, Carlo V di Spagna e Germania, Arrigo IV Svevo, la maggior parte de’ Conti, Duchi e Re della casa di Savoia, ecc., furono religiosissimi. Silvio Pellico e tra i viventi Niccolò Tommaseo, Alessandro Manzoni, Cesare Cantù, Vito D’Ondes Reggio ed altri molti che per brevità taccio, nei loro scritti e nella loro vita privata si mostrano devoti alla religione che professano. Prendi da essi esempio, renditi superiore ad ogni umano rispetto, o figlia mia cara, nè vergognarti mai di confessare, senza però farne pompa, la tua fede. Anche il galateo t’impone di seguire i precetti della religione, non per ipocrisia, ma per convinzione sincera. Esso li fa consistere nel non proferir mai parola, nè commettere atto irriverente contro le persone e le cose sacre, nello star composta in chiesa, più che in ogni altro luogo, unendoti alle preghiere che per te, pe’ tuoi cari, viventi e defunti, pel tuo prossimo, al cielo innalza il sacerdote, e nel non distrarti, osservando chi va e chi viene o facendo un esame dell’abbigliamento o de’ modi altrui, o bisbigliando. In chiesa vi sono banchi per inginocchiarti e sederti. Tu però sei giovane, sana, robusta e non essendoti grave o penoso lo stare in piedi, devi cedere volentieri il posto a persona ragguardevole, attempata o malaticcia o di te più debole, ogni qual volta se ne presenti il caso.

Quando tu adempì in tal modo, a’ tuoi doveri verso Dio, soddisfi ad un tempo stesso ad un