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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/66

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lierebbe la più fulminea eloquenza dell’ira o dello spregio».

L’umiltà deve però essere nel cuore, figlia mia, non solo nelle forme, perchè se non è naturale, sincera, diventa, come ben la chiama Giovio ne’ suoi Pensieri varii, la quintessenza dell’orgoglio; e se non è giustamente compresa, può diventar debolezza colpevole vigliaccheria. Rifletti che fra l’ostinazione e la fermezza di carattere v’ha grande differenza. L’una è figlia dell’orgoglio, l’altra della ragionevolezza. L’una ha per movente l’egoismo, l’altra il bene onesto. L’una alberga in anime vili, grette, spregevoli, l’altra è compagna del genio, della lealtà, della generosità; l’una combatte per futili cause ed ha per armi l’ira, la malignità, il pettegolezzo, l’altra pugna per la ricerca del vero, del giusto, del bene; ha per egida la convinzione, per armi la costanza nel buon proposito, il nobile sacrifizio. Sii adunque, mia cara, ferma di carattere, ma non ostinata.

LEZIONE XIV.

Religione.

In tutti i tempi, presso tutte le nazioni, l’anima umana, o riconobbe di fatto o sentì il dovere di riconoscere l’esistenza d’un Ente supremo, d’un Dio, e provò il bisogno d’invocarlo, di ringraziarlo, d’adorarlo. La Religione (parola derivata dal latino, che appunto significa legame,