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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/6

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No, fanciulle mie, io mi lusingo anzi di farvi passare qualche ora con diletto, conducendovi a riflettere sul miglior modo di comportarvi in casa, in iscuola, in istrada, in chiesa, al teatro, al ballo, in conversazione ed in tutti i più notevoli casi della vita.

Il galateo altro non è che un codice di sociali consuetudini e senza difficoltà s’impara dalle anime buone e gentili come le vostre, che già conoscono i precipui loro doveri e sentono l’umana dignità.

Volete poi che v’insegni un astuzia per applicarlo facilmente?

Seguite sempre il santo precetto cristiano di fare agli altri ciò che ragionevolmente vogliamo che altri facciano a noi, e di non fare mai agli altri ciò che non vogliamo che a noi sia fatto.

Il galateo dev’essere appreso e messo in pratica tanto dai ricchi, quanto dai poveri, e chi, negli atti, meglio dimostra di conoscerlo, dicesi più urbano e più educato.

La donna poi dotata da natura, di tanta grazia, sensibilità e buon gusto, più dell’uomo ancora è obbligata a minutamente seguirlo. Qual brutto spettacolo è mai quello d’una fanciulla sguaiata, rozza, insolente, invereconda, in una parola ineducata! Vi auguro di non vederlo mai!

TERESA DE-GUBERNATIS vedova MANNUCCI.