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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/55


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Ella si chiudeva gli orecchi colle mani, inorridendo ai discorsi un po’ liberi, agli scherzi un po’ arrischiati, e qualificava subito anima dannata, o per lo meno scandalosa, senza principii, senza educazione, chiunque non intendesse la virtù a modo suo.

Geltrude era sfuggita come una noiosa, derisa come una stupida presuntuosa e dai migliori compatita come una strana, una pinzocchera, una pazza.

Sii adunque riservata e disinvolta ad un tempo stesso, figliuola mia. Nè Iddio, nè la società ci comandano di vivere impettiti, imbronciati, silenziosi come trappisti per seguire la virtù. Anzi entrambi ci desiderano onesti, buoni, probi, pronti a fare il bene anche con nostro sacrifizio, ma ilari, disinvolti, come lo è chi sentesi la coscienza pura, chi gode la stima dei giusti, chi ama ed è riamato. Dice il proverbio: Cuor contento il Ciel l’aiuta. Guardati da chi tanto facilmente si scandalezza degli errori altrui, sospettando sempre il male, da chi troppo spesso vanta la sua virtù, da chi con tanta severità giudica il suo prossimo! Spesso è un birbo ed un ipocrita. Collo stesso metro con cui misura gli altri sarà misurato quando si presenterà al trono di Dio. — L’anima buona compatisce, perdona sette volte settantasette, come ci comanda Gesù Cristo, cercando le circostanze attenuanti e non mai le aggravanti.

L’esagerazione è un difetto comunissimo tanto