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erra. È un bisogno, è un dovere che tu compi verso il tuo corpo quando mangi con temperanza, epperciò è un bene il mangiare. Se tu mangi troppo però, fai indigestione e converti quel bene in male. Il tuo corpo ha d’uopo di moto per isviluppare le membra, distendere e render elastici ed obbedienti alla volontà i muscoli, organi del movimento. Se tu proporzioni la ginnastica, la passeggiata alle tue forze, tu adempi ad uno dei doveri che hai verso te stessa. Se però tu esageri, cioè passeggi troppo lungamente o fai esercizi ginnastici superiori alla tua età, alla tua complessione, tu ti stanchi eccessivamente, corri rischio di slogarti un braccio od una gamba, ed invece di un benefizio, vai incontro ad un danno; non è vero? — Ebbene, lo stesso accade nel mondo morale.

La virtù ha anch’essa il suo limite; chi lo oltrepassa, cessa di essere virtuoso.

Geltrude, fanciulla di raziocinio debole, non comprendeva, nè conservava il suddetto giusto limite, epperciò, invece di pudica, dignitosa, modesta, pia, veniva giudicata bacchettona, finta, affettata e peggio. Ella rispondeva sempre con durezza ai complimenti e con serio cipiglio ad un sorriso. La poveretta non osava alzare gli occhi in presenza di un uomo, rifiutava di stringere la mano ad un amico, vestiva sempre abiti di colore oscuro e di forma sgraziata, per timore di attrarre gli sguardi di compiacenza sul di lei individuo.