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ciulle credono per questo loro brio di rendersi interessanti, mentre invece urtano la delicatezza, il senso del pudore delle persone riservate e distinte, e sono per tal modo giudicate noiose, civettuole, sfacciate.

Una giovinetta non è mai troppo dignitosa e riservata. Anche colle persone che più ama se vuol conservarne la stima ed alimentarne l’affetto, ella deve non mai trascendere in troppo intime e svenevoli tenerezze. E queste raccomandazioni meglio a voce che per iscritto una madre può fare alla propria figlia, ogni qualvolta se ne presenta l’occasione.

Tu sei piccoletta ancora, cara Maria, ma fin d’ora desidero che tu ti armi contro certi pericoli, che potrebbero diventarti fatali, se tu non ne fossi in tempo prevenuta.

Finchè vivi al fianco di tua madre, ascoltandone il consiglio, od il rimprovero, o l’affettuosa parola d’approvazione, non v’ha pericolo che il tuo cuore si guasti. Tra le cure domestiche, i tuoi lavori, lo studio, le istruttive e morali letture, i tuoi fiori, le tue bambole, ti conservi ognora pura, calma e lieta. Ma se le circostanze porteranno che tu t’abbia ad allontanare da lei, è bene che tu sappia, che non tutte le compagnie sono buone, non tutti i discorsi leciti, non tutte le letture convenienti, non tutti gli alti, e le celie adatti ad una fanciulla. Vi sono nelle scuole od in certe famiglie delle ragazze buone, pudibonde, ingenue, ben educate, la cui compagnia