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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/30

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Chi loda sempre, anche colui che non lo merita, è un adulatore e manca di sincerità; chi biasima sempre è un Aristarco, un orgoglioso che si erige a giudice di ogni altrui azione, un noioso, un pedante critico e manca di prudenza. Il maligno di raro è prudente, perchè trova una certa voluttà a pungere il suo prossimo; mentre chi possiede bontà d’animo, trema sempre di offendere, anche involontariamente la suscettività altrui con una parola, perchè non desidera che di veder dei felici.

Abbi però sempre presente, figlia mia, che alla prudenza non devi mai sacrificare là sincerità, per non meritarti gli obbiobriosi epiteti di bugiarda, d’impostora ed il disprezzo universale.

L’integerrimo Epaminonda celebre Tebano aveva tanto amore alla verità che non avrebbe mentito nemmeno per burla. — Gerone re di Siracusa l’amava pur tanto che dicera spesso: «La mia reggia e le mie orecchie saranno sempre aperte a chiunque vorrà dirmi apertamente il vero».

E così bramerei che tu fossi, Mariuccia mia. Mentre ti consiglio la massima prudenza, amo che tu non inganni però mai nessuno, e che verso chiunque abbia il coraggio di avvertirti dei tuoi difetti, tu ti mostri riconoscente più che verso chi ti lodi ingannandoti, perchè quegli cerca di metterti sul buon sentiero e ti reca un vantaggio reale. Vi sono persone, che mal interpretaado il complimento, del quale ragioneremo più