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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/29


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pregio. Leggi il Manuale per le fanciulle dell’esimia educatrice signora Amalia Paladini che è un vero gioiello e su questo proposito troverai osservazioni giustissime — Non è la finzione ch’io ti consigli; Dio me ne guardi!... ma una certa prudenza, l’arte di tacere a tempo e luogo, un tatto squisito, il quale c’impone di non urtare in nessun modo la sensibilità di chi è con noi in relazione. I francesi dicono che tutte verité n’est pas bonne à dire. Difatti da te stessa lo puoi comprendere. Diresti ad una signora: «Oh! quant’ella è brutta!» — benché lo sia realmente? Ovvero: «Come?... Ella non sa questa o codesta cosa? Dunque la è un’ignorante, una stupida!...» No certo. E perche? Perchè ciò ti farebbe dispiacere, se a te fosse detto; perché la carità ed il galateo c’insegnano di non mai dir cosa che possa affliggere od offendere chicchessia. Cosi pure non è gentile il rammentare ad un generale la sua sconfitta, ad un negoziante il suo fallimento, ad un attore drammatico il suo fiasco in teatro, ad una dama galante la sua vicina vecchiaia, ad uno scolaro il mal esilo del suo esame ed a chiunque poi una mortificazione sofferta, un fallo commesso, un’epoca dolorosa, o mettere in rilievo un difetto tanto fisico che morale, una mala abitudine qualunque. Se non puoi lodare, taci, ma astienti il più che puoi dal biasimare, se non vuoi farti dei nemici. Con questo sistema tu unirai la sincerità alla prudenza.