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Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/24

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B., come vestivano, come giudicavano Tizio, Caio ecc., per poi farsi un vanto, andando a trovar questi ultimi, di mostrarsi di tutto informata e di riferire coi fiocchi e le frange l’udito.

— Una parola detta forse indifferentemente o in confidenza tra marito e moglie, tra madre e figli, ripetuta da un terzo o da un quarto, prende spesso un carattere di malignità ed irrita la persona alla quale è diretta.

Cosicché Zerlina, per sola legpgerezza, rendeva nemiche fra di loro più famiglie, che si sarebbero, senza di lei, slimate ed amate. Sono incalcolabili i dispiaceri, le discordie, che il pettegolezzo può produrre nelle famiglie.

Tra le amiche spesso v’ha un momento di espansione, nel quale per intiero s’apre l’animo nostro, si narra ciò che abbiamo di più intimo, accennando alla causa delle nostre maggiori gioie e de’ nostri dolori. Guai se l’amica, che s’è prima a noi confidata, per invitarci a far altrettanto, si vale di ciò che è riuscita a strapparci dal labbro, in un momento forse d’orgasmo e ci tradisce! Guai, se invece di custodire gelosamente il segreto confidatole, se ne serve come di soggetto di leggera o maligna conversazione! È inurbano, è indelicato l’insistere per avere la rivelazione d’un segreto; quando questa venga però fatta, è infamia il non mantenerlo celato con ogni maggior riguardo a qualsiasi costo, com’è leggerezza imperdonabile l’eccitare la curiosità altrui vantandosi d’aver un segreto di