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primo concistoro - il nuovo municipio 55

quale ne chiedeva notizie a ogni romano che capitava a Parigi; e monsignor d’Andrea, napoletano, fu commissario straordinario a Perugia e vi raccolse parecchie dimostrazioni di simpatia. Il municipio di Città di Castello gli aveva conferito nel 1850 il titolo di nobile patrizio tifernate. A Perugia gli successe il calabrese monsignor Lo Schiavo, tuttora vivente.


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Con editto del segretario di Stato, del 25 gennaio 1851, fu ricostituito il corpo municipale, o senato di Roma, ma, non prima del 12 marzo, furono nominati i quarantotto consiglieri, gli otto conservatori e il senatore. Quest’ultimo ufficio doveva, secondo l’editto, essere conferito ad un «soggetto appartenente alle famiglie romane più cospicue per nobiltà e possidenza». Il senatore durava in ufficio sei anni, e il consiglio si rinnovava per metà ogni tre anni, ma potevano i consiglieri essere confermati. Tra costoro, e tra due rappresentanti che venivano designati da ciascuno dei rioni, erano dal Papa prescelti i consiglieri da nominare. Di questi, ventiquattro dovevano essere i nobili tra gli iscritti nell’albo capitolino; e ventiquattro i borghesi. I ventiquattro nobili furono i principi Altieri, Barberini, Boncompagni, Borghese, Corsini, Doria, Odescalchi, Gabrielli, Massimo, Santacroce, Ruspoli, Rospigliosi, Alessandro Torlonia e Vincenzo Colonna; i duchi Braschi e Lante; il barone Vincenzo Grazioli, che, l’anno dopo, ottenne dal re di Napoli il titolo di duca; i marchesi Cavalletti, Del Bufalo, Guglielmi, Antici, Patrizi, Dei Cinque Quintily ed il conte Cardelli. I borghesi furono: Giacomo Albertazzi, Ignazio Amici, Filippo Bennicelli, Pietro Carpi, il conte Cini, Giuseppe de Matteis, Giuseppe Ferraioli, Tommaso Filippani, Clemente Folchi, Giuseppe Forti, Giovanni Fratellini, Filippo Luigioni, Tommaso Merolli, Tommaso Minardi, Giuseppe Nepoti, Francesco Piacentini, Giuseppe Pulieri, Agostino Rempicci, Pietro Righetti, Domenico Rocchi, Pietro Sala, Antonio Sarti, Pietro Tenerani e Luigi Vescovali. Supplenti per la prima metà, Luigi Antonelli, e i marchesi De Gregorio, Fioravanti, Lepri e Vitelleschi; per la seconda metà, Vincenzo Bianchi, Salvatore Huber, Gioacchino Merolli, Annibale Nicolai,