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CAPITOLO III.

Richiamo del Baraguay. — Nuove tasse.



Sommario: L’occupazione francese e la satira del Pappagallo. — Crescono gli urti fra Baraguay e l’autorità ecclesiastica. — I suoi ricevimenti al palazzo Colonna. — È richiamato. — Il generale Gemeau e il conte de Rayneval gli succedono. — L’esercito pontificio. — Si fanno nuovi arrolamenti, e si disconoscono i gradi ottenuti dopo il 16 novembre. — Malcontento e dualismi. — I ministri delle armi Gabrielli, Orsini, De Kalbermatten e Farina. — La scuola dei cadetti e i primi alunni. — Meriti del Farina. — Monsignor Tizzani cappellano maggiore. — Vuol mettere all’indice la Divina Commedia. — Sue bizzarrie. — Si aboliscono gli ultimi biglietti a corso forzoso. — Aggravi per pareggiare il bilancio. — La «dativa», la tassa di esercizio e una lettera del duca di Sermoneta. — Difficoltà dei comuni per le nuove imposte. — L’imponibile di allora e quello di oggi. — Il dazio sul vino. — Cifre riassuntive del bilancio. — Convenzione con la Toscana per il contrabbando. — Impotenza del governo a frenarlo. — Si istituiscono i francobolli e si riordina il Consiglio di stato. — Altri provvedimenti. — Riforma della banca con Filippo Antonelli alla testa.


Dal giorno 3 luglio, che segnò l’entrata dei francesi, al 1° agosto in cui fu nominata la commissione di governo, la città era stata in balia del generale Oudinot, il quale, essendo uomo di tatto e di non minor furberia, non compì atti di governo, e solo si limitò a tutelare col maggior rigore l’ordine pubblico. Lasciò partire chi volle, e non pose alcun ostacolo ai decreti del triumvirato, affinchè di quegli atti, sopratutto dei più odiosi, la responsabilità non cadesse su lui. Dei tre comandanti dell’armata di occupazione, che cumularono sino al maggio del 1850 anche l’ufficio di ministro di Francia in Roma, il solo, che lasciasse qualche simpatia, fu l’Oudinot; e a lui, coactus expugnare urbem, vennero concessi i maggiori onori. Il 5 luglio 1849 il Papa gli aveva scritto da Portici una lettera autografa piena di lodi; poi gli conferi la gran croce dell’ordine Piano in brillanti, accompagnata da un breve speciale, e gli fece concedere dal municipio la cittadinanza romana, onore reso solenne da un ricevi-