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le proteste del papa e il congresso 371

bandito ogni riguardo di prudenza. Pio IX, come quelli della sua corte e del suo governo, credeva la rivoluzione un fenomeno passeggero, dovuto agl’intrighi del Piemonte, e alle vecchie mene dei settari bolognesi e romagnoli. Non vedeva, o non voleva vedere che quel movimento si era compiuto con mirabile concordia fra le classi sociali, quando l’autorità pontificia, partiti gli austriaci, abbandonò le città a sè stesse; che gli uomini di maggior seguito ne avevano assunta la direzione, e che questi uomini, memori degli errori del 1848, non vedevano salute che nella unione al gran regno italico, il quale si veniva formando con casa Savoia. Nessun disordine; nessun tentativo in senso repubblicano in paesi, nei quali la tradizione mazziniana aveva forti radici, e dove il Mazzini contava ancora numerosi proseliti. Anche nelle città di Cesena, Imola, Faenza, Ravenna, Lugo, nelle quali erano più abbarbicati i pregiudizi settari, ed erano stati maggiori gli assassinii politici, si era inaugurato un periodo di saggezza civile, che continuò fino alle memorabili sedute dell’assemblea di Bologna, nelle quali, con grande solennità, e non minore semplicità, fu dichiarato decaduto il potere temporale dei Papi, decretata l’annessione di quelle provincie al regno di Vittorio Emanuele, e conferita al Farini la dittatura. Dittatura, che, insieme a quella del Ricasoli in Toscana, salvò la situazione. Si deve ricordare che, dopo Villafranca, Cavour non era più al governo, e pareva che alla nave italica mancasse la guida del suo maggior nocchiero, fra tante tempeste.


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Il Papa ricorse a tutte le sue armi spirituali, per protestare contro quanto era avvenuto, e commuovere il mondo a sua difesa. Tra encicliche, allocuzioni, note diplomatiche e minacce di scomunica, nulla trascurò. La stampa cattolica d’Italia e di Francia soffiava nel fuoco. La prima enciclica, in data 18 giugno, fu questa, che tolgo dal testo ufficiale della Civiltà Cattolica:

Venerabili Fratelli.
Salute ed apostolica benedizione.


Quel moto di sedizione, che testè scoppiò in Italia contro i legittimi Principi, anche nei paesi confinanti coi dominii pontifici, invase pure, come