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228 capitolo xiii.

CAPITOLO XIII.

Diplomazia e Congresso di Parigi.



Sommario: Diplomazia dal 1852 al 1859. — Gli ambasciatori francesi non penetrano il pensiero dell’Imperatore. — Loro situazione equivoca. — Rappresentanti della Prussia e della Russia. — La Spagna e la Baviera. — Il Belgio ed il Brasile. — Eccentricità del ministro del Portogallo. — La Svezia e Norvegia e l’Olanda. — Un ordine cavalleresco ignoto. — I ministri d’America e gli ambasciatori d’Austria. — Toscana e Modena. — Il marchese Bargagli è il decano. — Rapporti cordiali fra il Papa e il Granduca. — Sfuma un progetto di alleanza fra gli Stati d’Italia. — Rifiuto dell’Austria e di Napoli. — Confessioni e considerazioni del primo ministro del Granduca. — Il concordato con la Toscana distrugge la tradizione ghibellina di Pietro Leopoldo. — «Sua Baldanza Eccellenzoni». — Diplomazia napoletana. — Campodisola, Altomonte e De Martino. — Lavori al palazzo Farnese. — La rappresentanza di Sardegna. — La politica ecclesiastica del Piemonte e gli scatti di Pio IX. — Una famosa lettera. — Situazione difficile dei ministri sardi a Roma. — Il nunzio è richiamato da Torino. — Rincrudiscono le ire per la soppressione delle comunità religiose. — Crisi ministeriale in Piemonte e dimissioni di Cavour. — Monsignor Calabiana in Senato. — Scrupoli e incertezze del Re. — Trionfa il principio liberale. — Il marchese Migliorati a Roma e il Congresso di Parigi. — Il Congresso è preceduto dal viaggio di Vittorio Emanuele. — Que peut-on faire pour l’Italie? — Interessanti ricordi del Nigra. — Prima relazione di Cavour a Napoleone. — Segue il promemoria del Gualterio, che viene in Roma a scriverlo. — Gli è imposto di partire nelle ventiquattr’ore. — Invoca la protezione del ministro di Sardegna, e protesta col Papa e col cardinale Antonelli. — Rivelazioni postume. — La seconda nota di Cavour. — Ristabilire la verità storica. — La seduta degli 8 aprile del Congresso. — Difficoltà da dover schivare. — Discussione lunga e animata. — Cavour ottiene il suo scopo, non però quanto sperava. — Testo del protocollo. — Inesattezze di Nicomede Bianchi. — Una difesa postuma del governo pontificio, fatta dall’ambasciatore di Francia. — Cavour ne ha una copia, e la fa pubblicare. — Confutazione scritta dal Minghetti in francese. — Imbarazzi del Migliorati. — Il conte De Rayneval è trasferito. — Gli succede il duca di Gramont. — Per smentire le accuse contro il suo governo, il Papa decide il viaggio nelle provincie.


Il Corpo diplomatico subì in quegli anni vari mutamenti nella rappresentanza francese, sarda e napoletana. La condizione degli ambasciatori francesi era così difficile ed equivoca,