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delle fortificazioni per la difesa dei suoi Stati. — I sistemi delle quali opere fortilizie furono ammirati, e servirono di modello a tutte le altre di simile genere: lavori che diedero a Leonardo fama di peritissimo architetto militare. Michelangelo egualmente fortificò la città della sua cara Firenze. Assai grande doveva essere colui che fu uno de’ modelli di Raffaello, e che destò l’invidia di Michelangelo!

Michelangelo, gareggiando in Firenze con Leonardo, pervenne a forza di studio ad essere egualmente grande nella pittura, nella scultura e nell’architettura. Sotto gli auspici di Lorenzo de’ Medici, anch’esso grande uomo, eresse in Firenze la Sicione italiana, Accademia di pittura e di scultura. Questi due stragrandi ingegni sembravano volere dividersi il campo delle arti e delle scienze. Ripetiamolo, la sola Italia produce tali uomini, tali genii enciclopedici; l’Italia sarà sempre, quando gli’Italiani tutti lo vogliano, il primo paese del mondo; dessa non sarà giammai la terre des morts, nè poussièr humaine, come disse il sapiente ed imparziale Lamartine, nella continuazione del poema Child-Harold di Byron, ove si mostrò come un nano che si misura con un gigante.


CAPITOLO VI.


Leonardo in Francia. — Francesco I.

Vari artisti italiani. — Morte di Leonardo.


Niun monarca più di Francesco I fa ammiratore delle belle arti, e niuno più di lui favorì e premiò i loro cultori (8). Il Primaticcio e Leonardo da Vinci lo seguirono in Francia, e furono come due conquiste ch’egli fece in Italia. Accordò loro la sua amicizia, onde consolarli di