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madrid. 147

V’è ancora a Madrid un grande Museo d’Artiglieria, un immenso Museo del Genio, un bel Museo Archeologico, un ragguardevole Museo di storia naturale; vi sono altre mille cose degne di veduta; delle quali bisogna nulla meno sacrificar la descrizione al meraviglioso Museo di pittura.

Il giorno in cui s’entra per la prima volta in un Museo come quello di Madrid costituisce una data storica nella vita d’un uomo; è un avvenimento importante come il matrimonio, la nascita d’un bambino, la presa d’un’eredità; se ne sentono gli effetti fino alla morte. E ciò perchè un Museo come quello di Madrid, come quello di Firenze, come quello di Roma, è un mondo; una giornata passata fra quelle pareti è un anno di vita; un anno di vita agitata da tutte le passioni che ci possono agitare nella vita reale: l’amore, la religione, il furor di patria, l’ardor della gloria; un anno di vita per quello che ci si gode, per quello che ci s’impara, per quello che ci si pensa, per i conforti che ci si raccolgono per l’avvenire; un anno di vita in cui si sian letti mille volumi, esperimentati mille affetti, corse mille avventure. Questi pensieri volgevo in mente dirigendomi a rapidi passi verso il palazzo del Museo di pittura, posto a sinistra del Prado, per chi venga dalla strada d’Alcalà; ed era tanta la gioia che mi agitava, che giunto dinanzi alla porta, mi fermai, e dissi a me stesso: — Vediamo!... Che cosa hai tu fatto nella vita per