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Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/271

268 ricordi di parigi.


all’ultima pagina in quel singolarissimo teatro delle Halles, pieno di colori, di sapori e d’odori, fra quelle pescivendole dalle rotondità enormi e impudenti, fra quegli amori annidati nei legumi e nelle penne di pollo, in mezzo a quello strano intreccio di rivalità bottegaie e di congiure re­pubblicane, m’e sempre parsa una delle più ori­ginali e delle più felici invenzioni dell’ingegno francese.

Venne a parlare delle critiche che si fecero all’Assommoir. Anche parlando, egli sceglie sem­pre la frase più dura e più recisa per esprimere il proprio pensiero. Accennando a una scuola che non gli va a genio, disse: — Vedrete che famoso colpo di scopa ci daremo dentro! — In ogni sua parola si sente il suo carattere fortemente temprato, non solo alle resistenze ostinate, ma agli assalti temerarii. Nelle sue critiche, infatti, dà addosso a tutti. Ne raccolse parecchie in un volume e le intitolò: — I miei odii. — Si ca­pisce. Deve tutto a sè stesso, è passato per tutte