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Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/27

24 ricordi di parigi.


Trocadero si vedono effigiato da tutte le parti, come se mille migliaia di specchi le riflettessero, e l’im­magine del Campo di Marte vi si presenta per mille vie e sotto mille forme. Tutta la popola­zione sembra ed è infatti d’accordo per fare ben riescire la festa. V’è un raffinamento universale di cortesia. Tutti fanno la loro parte. Fin l’ul­timo bottegaio sente la dignità dell’ospite; si legge in viso a ogni parigino la soddisfazione d’essere «azionista» del teatro in cui si offre al mondo il grande spettacolo, e la coscienza, di essere un oggetto d’ammirazione. Il che serve moltissimo a rendersi davvero ammirabili. La grande città fa il bocchino, è premurosa, vuol contentar tutti. E infatti a tutti i bisogni, a tutti i desideri!, a tutti i capricci, ha provvisto, in mille modi, a ogni prezzo e a ogni passo. Per que­sta « festa del lavoro» c’è la febbre. Il lavoro, la pace, la grande fratellanza, la grande ospita­lità fraterna, risuonano da ogni parte. E forse, anzi certo, vi si nasconde sotto un altro senti-­