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Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/268


emilio zola. 265


di cui si valse per scrivere il suo romanzo; Le sublime, fra le altre, che dopo la pubblicazione dell’Assommoir fu ristampato e riletto poichè è un privilegio dei capolavori quello di mettere in onore anche le opere mediocri di cui si sono giovati.

Lo interrogammo intorno ai suoi studi di lingua.

Ne parlò con molta compiacenza. Si crede generalmente che abbia studiato l’argot nel po­polo; sì, in parte; ma più nei dizionarii speciali, che son parecchi, e buonissimi; come imparò in special modo dai dizionari d’arti e mestieri quella ricchissima terminologia d’officina e di bottega, che è nei suoi romanzi popolari. Ma per scrivere l’argot non bastava consultare il dizionario; bi­sognava saperlo, ossia rifarselo. Si fece perciò un dizionario diviso a soggetti, e vi andò man mano registrando le parole e le frasi che tro­vava nei libri e che raccattava per la strada. Scri­vendo l’Assommoir, prima di trattare un soggetto,