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Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/153

150 ricordi di parigi.


ha fatto correre per le vene, e le lacrime che ci ha fatto sgorgare dagli occhi? Poiché egli può tutto, ed è grande nella tragedia e insuperabile nell’idillio. Noi tutti abbiamo sentito scricchiolare le ossa d’Esmeralda nel letto della tortura, e ab­biamo visto faccia a faccia la morte, quando ce la presenta orrenda come in Claudio Frollo ap­peso al cornicione della cattedrale, o furiosa come sulla barricata di via Saint-Denis, o epica come sul campo di Waterloo, o infinitamente triste come nelle nevi della Russia, o solennemente lugubre, come nel naufragio dei Comprachicos. Ed è lo stess’uomo che fa vibrare sovrumanamente le corde più delicate dell’anima; l’autore del Revenant su cui milioni di madri singhiozzarono, l’autore di quel celeste Idillio di Rue Plumet, di quella santa agonia di Jean Valjean, che strazia l’anima, e di quei versi meravigliosi, in cui Triboulet spande piangendo l’immensa ed umile tenerezza del suo amore di padre. No, mai parole più dolci, pre­ghiere più soavi, grida d’amore più appassionate,