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Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/130


uno sguardo all'esposizione. 127


pellegrinaggio; alle mille speranze che li accom­pagnarono, alle mille ambizioni che vi si fondano, alle idee infinite che scaturiranno dai confronti, ai nuovi ardimenti che nasceranno dai trionfi, ai racconti favolosi che si ripeteranno fin sotto le capanne delle più remote colonie; e finalmente che, grazie a tutto ciò, mille mani che non si sarebbero mai incontrate, si strinsero; che per un tempo molti odii, come in virtù d’una tregua di Dio, si quetarono; che milioni d’uomini, ac­corsi qui, si rispanderanno per tutta la terra por­tando un tesoro di nomi cari, prima ignorati, di nuove ammirazioni, di nuove simpatie, di nuove speranze, e un sentimento più grande e più po­tente dell’amor di patria. Si pensano queste cose e si applaude senza dubbio, in quei momenti, con più vivo entusiasmo all’Esposizione; ma più che all’Esposizione si benedice a questa angusta legge, a questo immortale e santo affanno: il Lavoro. E si vorrebbe vederlo, come un nume, simboleggiato in una statua smisurata e splen-