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52 la battaglia di solferino e san martino.

un’altra aurora, più splendida, sorge; tutti gli sguardi si volgono alle alture; il nemico è grosso, le artiglierie fitte, i siti fortissimi; ma bisogna prenderli, e si prenderanno, è ordine del Re.

Sono le quattro. Un’altra lieta voce corre pel campo. Arriva il generale Cerale colla brigata Aosta, la brava brigata di Goito e di Santa Lucia, il 1º battaglione bersaglieri, la 15ª batteria. Vengono, come a una festa, baldanzosi e ridenti. — Viva la brigata Aosta! — si grida nel campo. I reggimenti sfilano, ufficiali e soldati si salutano, le due illustri bandiere, lacere e superbe, passano sventolando in mezzo alle schiere riverenti.

Il generale Mollard dispone l’ordine dell’assalto: la brigata Aosta a sinistra, la brigata Pinerolo a destra si slancieranno, convergendo, tra la Contracania e San Martino; il 7º reggimento della brigata Cuneo terrà dietro alla brigata Aosta; l’8º, fermo, guarderà il campo dal lato di Peschiera.

Il cielo, fino allora limpidissimo, si rannuvola improvvisamente.

Un battaglione del 14º, una compagnia di bersaglieri e due pezzi d’artiglieria si recheranno nascostamente a San Donnino, e al primo colpo di cannone partito dal grosso della divisione, s’avanzeranno a minacciare il nemico sulla sua sinistra. La 4ª batteria sosterrà la brigata Pinerolo sulla destra, la 5ª sulla sinistra, la 6ª alla stazione di Pozzolengo, la 15ª a destra della 6ª, i cavalleggieri di Monferrato all’estrema destra.

Le nuvole dense e nerissime coprono tutta la faccia del cielo, e il tuono rumoreggia.

Le truppe si moveranno tutte insieme, ordinate e silenziose; non un colpo di cannone, non un colpo di fucile prima che sian giunte al punto d’assalire alla baionetta. Sarà dato il segnale. Allora tutte le artiglierie, di concerto, fulmineranno, suoneranno tutte le