Pagina:De Amicis - Ricordi del 1870-71.djvu/191


ai coscritti. 177

pio d’età in età, d’individuo in individuo, senza incontrar mai un impedimento od un freno nell’istruzione che illumina l’intelletto, fortifica la coscienza e ingentilisce i costumi. Imparate dunque a leggere e a scrivere non solamente per uso vostro, ma pel bene dei vostri figliuoli futuri; procurate di tornare a casa con questo vantaggio positivo ricavato dal servizio militare; imparate a scrivere per tenervi in corrispondenza colle vostre famiglie; imparate a leggere per facilitarvi la conoscenza dei vostri doveri di soldato colla lettura dei regolamenti e delle istruzioni, e per procurarvi un passatempo utile e gradito nelle ore di riposo. Il servizio incaglia e ritarda d’assai codesto insegnamento, lo so; le fatiche d’ogni giorno vi concedono poco tempo e vi lasciano poca voglia per la lettura, anche questo è vero; ma fate quel che potete: poco sarà sempre assai meglio di nulla. Il soldato — disse uno scrittore francese — è bello a vedersi principalmente in questi due casi: quando si slancia contro al nemico a baionetta calata, e quando siede ai piedi del suo letto con un sillabario tra le mani.


Ancora un consiglio. Il soldato italiano — ha detto poco tempo fa un giornale — è dovunque amico, dovunque modesto, simpatico, costumato e cortese come non è nessun soldato in nessun paese del mondo. Questo è vero, ed è così generalmente riconosciuto, che lo possiamo affermare anche noi senza adulazione; e lo affermiamo con un sentimento vivissimo d’alterezza, perchè crediamo che non si possa fare ad un esercito un elogio più onorevole. Or bene: serbate intatta questa nobile fama, voi giovani coscritti; crescetela, rassodatela. Abbiate sempre per fermo che un esercito, quanto è più rispettato dai suoi concittadini, tanto è più temuto dai suoi nemici. Tenete per sicuro che nessun reggimento è amato e stimato se i soldati non si sono fatti indi-