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vengono in gran parte i fucili damascati, inargentati, intarsiati d’avorio, tempestati di pietre preziose, di forme eleganti e leggiere; e dalle città di Mechinez e di Fez, e dalla provincia del Sus le armi bianche, fra cui son lavorati con grazia ammirabile i pugnali. I cuoi, sorgente precipua di guadagno per il paese, si preparano abilmente in varie provincie, e le pelli scarlatte di Fez, le gialle di Marocco, le verdi di Tafilet sono ancora degne della loro antica reputazione. Di Fez è un vanto particolare il vasellame di terra smaltata; ma è raro il trovarvi la nobile purezza delle forme antiche, e il suo principale pregio è la vivacità dei colori e una certa barbara originalità di disegno, che non appaga, ma seduce l’occhio. V’è pure, in Fez, un gran numero di gioiellieri e d’orefici, che fanno cose semplici non prive di buon gusto; ma poco variate, e in piccolo numero, poichè il rito malekita proscrive lo sfoggio degli ornamenti preziosi come contrario all’austerità maomettana. Notevoli, più dei gioielli, i mobili che vengon da Tetuan: specie di scaffali, attaccapanni, piccole tavole poligonali per prendere il tè, arcate, arabescate e dipinte di mille colori; i vassoi di rame, incisi di disegni complicati e ornati di smalti verdi, rossi ed azzurri; e sopra ogni cosa, i musaici dei pavimenti e delle pareti, composti con gusto squisito da