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il più bel giorno della vita. 489

rava un fresco ventolino d’autunno, che faceva stormire le foglie dei castagni; la bandiera che sporgeva dalla finestra, sventolando, s’andava a posare di tratto in tratto sulla testa del vecchio; il cielo era stellato e limpido; lontano lontano, in fondo alla valle, si sentiva un canto confuso di molte voci, di momento in momento più fioche: erano i soldati che tornavano a casa.

Tutt’ad un tratto, una delle finestre a terreno s’illuminò e vi passarono due ombre; poi tornò buia.

— I miei figliuoli sono felici, — mormorò il vecchio porgendo l’orecchio al rumore dei loro passi; — io ho visto i miei soldati, il mio Re... Morirei tranquillamente così.

— Oh! no morire! — proruppe una tenera voce alle sue spalle.

— Ah! sei tu, mio buon ragazzo! Vieni, vieni qui fra le braccia di tuo padre! No, morire, no! Vivere! Vivere per te! Vivere ancora!

FINE.