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sono aver trovato atto a portare sviluppo intellettuale nell’uomo.
Se fossi ministro, vorrei altresì che i giovani avessero un sano e chiaro insegnamento, storico, geografico, scentifico e letterario.
E cominciamo dalla storia:
Desiderando che gli Italiani conoscessero bene i fatti del proprio paese, senza riguardi per nessuno, ordinerei un estratto fedele della Storia Universale di Cesare Cantù e non mi dipartirei di qui perchè, come mi diceva un illustre storico tedesco:
— Nella storia del vostro Cantù avete quello che nessuna nazione ha nelle sue storie; il segreto cioè della verità.
Nei volumi, di questo vostro scrittore, voi avete una imparzialità che alcune volte si giungerebbe a credere quest’uomo che parla dell’Italia non fosse italiano.
Le vostre glorie italiche, le sconfitte vostre, le vostre gioie, i dolori vostri, i vostri meriti, i vostri demeriti, sono là per dire che un popolo per essere grande, deve conoscere se stesso.
La storia per un popolo è come uno specchio, affissandosi al quale non si possono nascondere nè le proprie bellezze, nè le proprie deformità.
Ma la storia al presente non si vuole più imparziale, ed a ogni persona piacerebbe raffazzonarla a proprio comodo.