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detti di testo, e per meno confusione delle teneri menti dei fanciulli e per economia delle loro famiglie.

Se fossi ministro, invigilerei perchè i locali delle scuole pubbliche e private avessero luce, aria, pulizia, essendo queste doti reclamate dall’igiene.

E perchè questi nostri cari figliuoli trovassero nei loro maestri non solo istitutori colti ma anche uomini di buona maniera, darei maggiore incremento alla pedagogia, col richiedere in essi l’attitudine voluta e incoraggiandoli con stipendi sufficenti e con pensioni meno ridicole.

Se fossi ministro, vorrei che i giovani avessero un sano e chiaro insegnamento filosofico e perciò riguardo alla filosofia terrei una linea di condotta ben distinta.

Inutile vociare che i principi Tomistici, siano da seminario; io, lieto d’averli appresi, volendo avere pure cognizione di altri sistemi, mi sono convinto con il celebre Ausonio Franchi, che la critica imparziale finisce col condannare in gran parte antichi e moderni filosofi, lasciando solo vincitore il sommo Aquinate.

E per questo attorniandomi dei filosofi i più specchiati, darei loro incarico di formulare un compendio di sana filosofia che non dipartendosi dal vero, accettasse però tutto quanto il progresso del pensiero, il progresso della scienza, il progresso dello studio e la evoluzione naturale del mondo pos-