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Torino, 2 settembre 1874.1


«Non esito a manifestare alla S. V. la ferma mia opinione sopra la questione dell’istruzione religiosa che ebbi già più d'una volta ad emettere segnatamente nel seno del Consiglio Comunale di Torino, di cui son membro.

L’opinione mia è adunque, che, non solamente utile, ma necessario sia l’impartire l’istruzione religiosa ai. giovani nelle scuole elementari e nelle secondarie, e che corra obbligo ai maestri di darla con grande attenzione e decoroso contegno, e agli allievi di riceverla ed esporla come parte degli esami.

Tale obbligo, a mio credere, debb’essere generale, e solo possono andarne esenti i giovani appartenenti a famiglie non cattoliche, o quelli che, con espressa dichiarazione, i parenti che li hanno in cura, voglian sottrarre al medesimo.

Non istarò a discutere con lunghe parole la necessità di questa prescrizione; ma anzitutto avvertirò non sussistere quella solita riserva, con che si cerca da taluni di rendere accettabile la soppressione dell’istruzione religiosa in iscuola, cioè che essa debba procurarsi dalle famiglie. Ora è evi-

  1. Questa lettera del Senatore Sclopis fu indirizzata ad un amico.