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Sopravvenuta la notte quei giovani gagliardi si rifuggiarono in una cascina.

Era freddo, la neve cadeva così furiosamente che penetrava per ogni parte.

Trascorse di pochi minuti le ore due antimeridiane, quei soldati, desti da voci umane, videro passare da un ripido sentiero due uomini con una lanterna.

Erano preceduti da un bellissimo cane lupetto1, che avea fermato al collare un campanello.

L’uno era un montanaro robusto, l’altro un prete curvo e tremante che recitava dei salmi.

Il vecchio curato, portava il viatico ad un infermo colpito da malore improvviso.

Venti giorni dopo gli stessi Alpini in una mattinata fredda sì, ma splendidissima ebbero a ripassare da quel medesimo villaggio e fermatisi dinanzi al Cimiterio, osservarono che un cane lupetto col muso fra le sue zampetto sdrajato appiè del cancello ne impediva l’ingresso.

Che sarà mai?

Una donna commossa raccontò..... come il loro curato settantacinquenne dopo aver assistito un ammalato in una notte fredda e che nevicava, ritornato a casa, preso da un insulto apopletico, era morto compianto da tutti.

  1. Questo diminutivo di lupetto usato dai Romani per il cane lupo, si adoperò perchè detto cane è un animale grazioso, intelligente e voglioso di saltellare.