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autonomo con patrimonio impersonale da amministrarsi con intenti di pubblica utilità...1

Questo sarebbe il programma che crederei conveniente di adottare verso il socialismo perchè è il più consentaneo alla giustizia e alla carità e perchè studiato e suggerito da uomini negli studii sociali versatissimi quali il prof. G. Toniolo dell'Università di Pisa, il prof. L. Olivi dell’Università di Modena.

Mi domanderete: credete voi che riuscireste a migliorare le classi operaje con questo programma, e che si potrebbe addivenire a un pacifico equilibrio sociale?

Vi dirò, è vero, molto siamo già inoltrati verso il precipizio, ma seguendo i consigli del Toniolo e dell'Olivi ci potremo ancora salvare.

  1. La moneta e i biglietti di banca, come strumenti universali di circolazione influiscono sopra la vita economica dei produttori e consumatori. Finché la Banca di emissione spetti ad una società di azionisti, cui devonsi corrispondere i dividendo, difficilmente sarà sottratta alla tentazione di lasciarsi condurre nelle sue operazioni da esclusivi criteri di guadagno con pericolo degli interessi della nazione. Qualora se ne taccia un istituto di Stato, questo diverrà un organo di finanza. Di qui il concetto di un istituto con patrimonio appartenente a nessuno, cioè all'ente giuridico, senza scopo di lucro e da amministrarsi da liberi cittadini per pubblica utilità. Saggi di tali ordinamenti, salvo le modalità, sono offerti dagli antichi Banco-giro, dal Banco di Napoli, dalla Cassa di Risparmio di Milano, come istituti autonomi per il pubblico vantaggio. Ciò è più urgente per la funzione della emissione.