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«Sarebbe il pensiero federativo che tempererebbe il concetto accentratore unitario, che amministrativamente ha fatto così cattiva prova.

«Questa idea fu trattata già in riviste e giornali, e la Nazione di Firenze la esaminava con serietà gli scorsi giorni. Il giornale fiorentino riporta dapprima lo scritto di un uomo autorevole, che svolge con assennate ragioni, il concetto di ripartire in poche e grandi regioni la penisola, di affidare a queste molte delle attribuzioni amministrative che ora ha lo Stato; e confida che questo potrebbe fortificare il concetto unitario, ora indebolito da tanti errori, e rimettere in onore il parlamentarismo decaduto.

«La Nazione poi cita la deliberazione di un’Associazione milanese per la libertà economica, colla quale si proponeva di suddividere l’Italia in quindici grandi regioni,1 secondo le tradizioni, gli interessi, la storia e la geografìa. La Nazione nota come questo che oggi si dice nei circoli politici, fosse già esposto dall’on. Di Rudinì nel suo discorso tenuto a Milano nel novembre 1891: e spera che l’on. Crispi, ottenendo i pieni poteri, potrebbe studiarlo e attuarlo. Una sola cosa fa dubitare la Nazione: quella che alcune regioni non sieno mature

  1. Ultimamente nel congresso dei Sindaci italiani a Roma appunto il pensiero del sistema regionale fa molto apprezzato ed approvato.