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ciali che dovrebbero esistere fra popoli, non solo por legge, ma per natura, solo voglio accennare al dovere che avrebbe il Governo di tutelar maggiormente lo sviluppo industriale nazionale, per quanto concerne la materia prima, necessaria per produrre strettamente il necessario del paese.

Ma il Governo ben poco fece, e per questo molte fabbriche languono, molte si chiudono, perchè il Governo non provvede, il Governo opprime.

E poi si dice che le industrie italiane sono bambine.... che abbisognano di personale straniero?....

Ma via, non andiamo nel ridicolo!

È vero in Italia molti fra i capi degli stabilimenti sono tedeschi, sono francesi, ma nelle fabbriche di Germania e di Francia non vi sono a capi anche degli italiani?

Inutile il negarlo; noi abbiamo l’elemento, ma o non siamo capaci di giovarsene, o non vogliamo giovarsene perfezionandolo alla scuola di Arti e Mestieri, perchè gli Italiani seguono la scuola di coloro che trovano solo buono tutto quanto è forestiero.

Che fa il Governo per i centri principali delle nostre industrie? Che fa il Governo per i nostri porti di mare, che sono come il cuore dal quale parte la principale vitalità delle industrie e dei commerci di una nazione?

Che dire del nostro riordinamento bancario?

Se fossi ministro tanto i centri delle nostre indu-