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73. Che li die cento, non ch’vna per coffa jlmor prima, che [caglia ne leuaffe. &c. Cernerò, animale, ò pelo, troua. Linceo. Ca no, ò ceriuo, ò pelo, fignif. io fon pronto,& veloce in ogni tuo feruitio. io ti feruo, & fer uirò ouonque ferò buono. Certo. fignif.io ci ftò, & ftarò, & conferuaromi nella mia lolita candida fede. Cenalo pefee. fignif. fe in ciò vaglio, fpendemi alla libera. Camamilla herba.fign-mille voltepiù di quello, che io ti amauo, amori. Cbiaue. fignif. tu lei la chiaued’ogni mio bene, da te fola mi puono eflere aperte le porte d’ogm mia felicità, &C contento, quali dica, come il Petrarca. Del mio cor donna, l’vna, e l’altra chiatte, Hauete in mano, e di ciò fon contento, Chiocciola, troua. Lumaca. Chriftallo. troua, vetro chriftallo. Chiodo, fignif. quantunque io oda ogni cofa, ciò, che io odo non mi farà mai mutare di, propolico, imperò che hò fermo il chiodo, di fempre feguirti, & amarti. però dice il Pc trarca. Ma s’io vera con /aldi chiodififfo. Paole ancora quello chiodo,fignificareamoro. fa palfione, & tormento, comem limile moftra 1‘A ri orto, dicendo Quante lettere fon, tanti fon chiodi, Con quali Mmor il cor li punge, e fede. Cicorea, ò radecchio. fignif io ti ci corrò da te po, che non vi penfarai, che io sò bene, che rade volte in tai cole piglio errore. Cicala, fignif. grida pure tànto, che creppi.