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Rofa fi®n, amor cafto,lineerò,virgineo, però vediamo che l’Ariofto nel canto primo eguagliò la donna vergine àquefla. dicendo „ °La ’verginella efimil e a la rofa. &c. Et il Petrarca la fece lecito dono trà calti,oc iagt gi amanti, dicendo Due rofefrefche, e colte in paradtje, L’altr’hter nafcehdo il ài primo di Maggio <. Bel dono e d’vno amante antico, efaggio.&c. Rofafecca.trouafibr fecco. Rofe mofchette, ouero damafchine, vedi rola^ Hofone.fignif.dono rozo,& villanefco. amore,o colaroza. _ Hofmarino.òramarino.fign.amore, che da doglia, & ramarico amore infiammato, con olirle amoro li rodimenti. Hoficminolo.ò penna.fign.il piangere 1! lamentare o^il rodermi, che io faccio p amor tuo,mi è dolce,Scfoaue,e così mic6tènto,&voglio. Hota.fi^n.inftabilità, inconftanza, volubilta,Se fimih. però gliantichi, & moderni, per molare la inabilità della incollante fortuna, g C la volubiltà delle ricchezze terrene, gli attribuirono^ donarono la rota,Sc la palla, le ouali quanto alla mutabilità di effa fortuna facciano à propolito, lo moftra il diurno Anofto nel canto trentefimo quarto, quando diceJSlon pur di regnilo di ricchezze parlo, In c he la rota inviabile lauora, <5 Ma di quel,c he in poter di tordi darlo <Non ha fortuna, intender voglio ancora. Però nel can to quarantefimo quinto diceua. Ouantopiusul’injlabilrota’vedi, Di fortuna ir in alto il mifer huomo, Tanto piutofto hai da? eder Z ttl J ted L’h „ Ott’kora il capo,&far cadendo 4 tomo. & ohe*