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per lui, per lui! 75


Elena di tornar presto; doveva guardar bene di non lasciarsi condurre in Sicilia; non era neppur prudente, se passavano l’estate al mare, di andar a Napoli. Se suo marito non voleva assolutamente saperne di Venezia, c’era Livorno, Genova, cento altri luoghi più opportuni di Napoli. E perchè non Dieppe, perchè non Ostenda? Se poi non andavano al mare, che pareva meglio, c’era questo Aix. Di Santa Giulia aveva ben parlato d’Aix in principio, se gli riusciva di ottenere il danaro. Adesso Elena poteva ricordargli le sue parole e tener fermo. E scegliesse Aix o qualunque altro luogo, doveva portar seco la cameriera, esigerla da suo marito. Adesso non le potrebbe opporre pretesti d’economia.

«A proposito» disse la contessa a questo punto, «come hai fatto a convertir lo zio e cos’avete concluso?

«Sai bene» rispose Elena «cosa voleva mio marito?

«Sì, sì, voleva almeno quindicimila lire, che, dopo tutto, non erano mica la morte d’un uomo; e il tuo signor zio poteva farsi pregar meno, mi pare.

«E a te, mamma, cosa t’ha detto una volta? Non t’ha detto che se non ottenesse il danaro mi confinerebbe a Cefalù, per sempre?

«Bestia!» esclamò la contessa. «Sì che me l’ha detto! Sì, sì.

«Bene, ora è concluso che a Cefalù non ci vado se non lo voglio proprio io.

«Sia ringraziato Dio! ma...

Elena ebbe un sussulto che le scosse tutta la persona.

«Cosa c’è?» esclamò sua madre. «Cosa è nato?

Elena riprese in un lampo l’impero di sè.

«Niente» rispose, «proprio niente.