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per lui, per lui! 71


recchio di suo genero un «Sarete contento adesso!», cui l’altro rispose forte: «Sicuramente».

Ella propose poi un giuoco di società al biliardo, ma Elena consigliò invece una gita ai giardini Cortis e ci mandò suo marito in vece sua, scusandosi con i preparativi della partenza. Il barone sarebbe rimasto volentieri per saper meglio da sua moglie com’era andata la faccenda; ma con l’idea che la conclusione n’era stata buona, volle mostrarsi amabile e partí insieme agli altri. Il solo Grigiolo rimase a disporre i palloncini per la illuminazione del giardino, della villa e della fattoria.

«Adesso spiegami questa» disse il conte Lao a sua nipote, appena partita la compagnia.

«Cosa c’è?»

«Tuo marito che poco fa, tornando dalla messa, mi dice un grazie come se gli avessi salvata la vita, ciò che non farei...»

«Zio!»

«Ciò che non farei! Ti domando il perché di questo grazie».

«Per i cavalli, m’immagino».

«Che cavalli, se allora non lo sapeva neppure! Non hai udito a tavola?»

«Non so, per la tua ospitalità di questi venti giorni, forse».

Lo zio tacque e guardò Elena come l’aveva guardata nello studiolo della fattoria. Elena non arrossí questa volta, fece l’indifferente. Si trattenne ancora un momento con lo zio, poi disse che doveva salire in camera per dare un’occhiata alle sue valigie.

«E Cortis?» esclamò il conte Lao mentr’ella poneva il piede sulla scala.