Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/216

194 XII. DAI PALLOTTOLIERI ALLE CALCOLATRICI

re. Esso era dotato di varie scale e artifici che permettevano di determinare le altezze, le distanze, le pendenze, i lati dei poligoni regolari inscritti in un certo cerchio; inoltre aiutava nell’estrazione di radici cubiche.

Altro strumento matematico, questa volta concettuale, messo a punto in quell’epoca e legato alla necessità di comprendere e predire il comportamento dei mortai, è il triangolo di Tartaglia, che allora serviva per prevedere la dispersione dei colpi intorno all’obiettivo, mentre oggi viene utilizzato nelle scuole per determinare i coefficienti di uno sviluppo binomiale.

Negli stessi secoli che videro la nascita delle armi da fuoco, si ebbero molte altre invenzioni nel campo della meccanica: i mulini permisero un utilizzo controllato delle ingenti risorse energetiche fornite dall’acqua e dal vento, mettendo a disposizione degli uomini quantità di energia inimmaginabili fino ad allora; questa disponibilità portò alle prime realizzazioni nel campo della concentrazione delle risorse produttive, con la comparsa delle prime manifatture.

Sempre nel Cinquecento furono costruiti i cannocchiali, ma soprattutto gli strumenti di misura del tempo: orologi e clessidre, che determinarono nuove trasformazioni concettuali.


6. Altre macchine

Fin dall’antichità, la misura del tempo era affidata alle meridiane oppure agli orologi ad acqua. Le prime avevano l’ovvio limite di fornire informazioni solo quando il cielo era sufficientemente sereno, mentre i secondi, nonostante le numerose modificazioni per renderli più precisi, rimasero sempre piuttosto inefficienti.

È intorno al 1300 che compaiono sia le prime clessidre che i primi orologi a bilanciere: le clessidre, con la sabbia al posto dell’acqua e la loro facile trasporta-