Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/380

368 notturno

bozzolo, i rotoli delle fasce, un bicchiere dove la Sirenetta ha posto la più bella rosa di stamani.

Il merlo chioccola così forte che sembra posato sul davanzale.


Quel merlo sciocco, quanto m’infastidisce!

Canta tutto il giorno senza mai variare il suo sgraziato verso.

Sembra uno degli innumerevoli miei giudici.

E chi mai al mondo fu più giudicato e più condannato di me?

Vedo un concilio di giudici vermi sopra la mia salma non composta.

Un mio amaro compagno di guerra mi disse un giorno dello scorso ottobre, su la passerella dell’Isonzo a Gradisca: «La sorte mi conceda di morire in modo che gli uomini non possano più giudicarmi.»

L’altra notte sognai che lo scoppio di una granata mi aveva portato