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Donna, resta con me, perché si fa sera.

Un grande evento silenzioso sembra che sia là, dietro quella stretta porta. Ora entra.

Mi riapparisce il dio di passione incatenato col ferro delle cose avverse ch’egli spezza e trascina. Io non l’ho seguito.

Mi ricordo di te quando venisti. Tutta la spiaggia era dorata e soffice come il fiore della gaggìa. Un naufrago era uscito a riva, gonfio e bianchiccio come un otre macero. Nella mia stanza chiara c’era un profumo di lauro. Lo sento ancóra.

Conosco un demone sognante, che cammina sopra un non formato mondo, la cui molle creta gli s’appicca al calcagno. Ora mi chiama.