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Oh fontana d’Elai, per molti getti
ricadente ne ’l vaso di porfíro,
che dieci ninfe e dieci satiretti
40reggean, piegati ad una danza, in giro!
Immergeavi una coppa di zaffiro
Brisenna, e la porgeva a ’l rimatore.
Celava l’acqua in sè virtù d’amore
che in cor mortale si facea palese.

45Ma le belle traevansi in disparte.
Venivan quindi per eguali torme
di sette; e digradando in lungo ad arte
imitare volean l’impari forme
de ’l flauto che il pio Pan seguendo l’orme
50di Siringa construsse in su ’l Ladone.
Come le canne, l’agili persone
tutte vibravano, a la danza intese.

Ogni torma correa verso l’eletto.
Ad una ad una le bocche fragranti,
55le bocche dolci più che miel d’Imetto,
egli baciava, splendido in sembianti.
Fuggìa la torma, ed ecco l’altra avanti.
E svolgeasi così, lungo i roseti,
la danza; mentre li èmuli poeti
60a tal vista fremean nuove contese.