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le vergini 63


— Sapete comare, la figlia di Rachela Catena si marita.

— Ah.

— Sapete, piglia Giovannino Speranza, quel rosso che tiene locanda alla Pesceria e ha il mal di San Donato, liberanosdòmine.

— Ah.

— Sapete, comare; Checchina Madrigale se n’è scappata un’altra volta a Francavilla. Voi la conoscete: quella grassa che sta di casa a Gloria, nera, col naso a becco... quella.

Teodora La Jece seguitando aveva preso il passo di Giuliana. Camilla veniva un poco in dietro, a capo chino, senza badare ai peccati di mormorazione che la lingua della tessitrice commetteva contro il prossimo. Per le vie tutta la gente godeva l’aria; gruppi di donne passavano, in vesti di tela, con braccia nude sino al gómito.

— Comare, guardate Graziella Potavigna che falbalà s’è messo. Guardate Rosa Zazzetta, con un sergente avanti e uno dietro... Ah, voi non sapete?

E qui una storia d’amorazzi piena d’indiscrezioni salaci, sussurrata quasi all’orecchio. Per una di quelle obliosità che sono il rifugio di certe nature deboli e dubbie, Giuliana si immerse nel pettegolezzo intieramente, con una specie di furia convulsa, non dando a sè stessa il tempo di ripensare, in-