Pagina:D'Annunzio - Canti della guerra latina, 1939.djvu/133

palpitante ella e il bigio
90conduce col suo cuore vigilante
ella, e un prodigio
di carità trasfonde
nella lana il calor del focolare,
nella lana la tempra dell’usbergo:
                         95quivi è l’Iddio verace,
                         e sia lodato.


V

 
Quando colui che perse il figliuol primo
bevuto sino all’ultima sua stilla
dal sitibondo Carso
100che mai non si disseta,
e il suo secondo ne’ ghiacciai scomparso
di là da quella mèta
che si trapassa per non ritornare,
e il terzo sul calcàre
105candido come ossame
al gelo della luna,
riverso, incoronato con le spine
di ferro ch’ei tagliò tra legno e legno
confitti come croce al sacrificio
110dell’eroe sovrumano;
quando colui non piange né dà segno