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V

PEL GENERALISSIMO

[XIX DECEMBRE MCMXV]


 
Questi, che vedi curvo su le carte,
nel più duro granito del Verbano
tagliato e scarpellato fu, di mano
di maestro; e il vigor soverchiò l’arte.
 
5La sua chiusa virtù, che par novella,
nella tenacia dell’antica schiatta
usa a fare e patire, assuefatta
ad attendere in fede la sua stella,
 
si foggiò per i secoli, celato
10diamante che incudine non doma.
V’incise il segno mistico di Roma,
Dio d’Italia, l’acume del tuo fato.
 
Guarda il suo maschio vólto dove l’orma
del tempo e il solco dello studio scava
15nella tristezza della carne ignava
e trova l’osso che non si difforma.