Pagina:Cuore (1889).djvu/119


la madre di franti 107

— E data ancora di sull’uscio un’occhiata supplichevole a suo figlio, se n’andò, raccogliendo lo scialle che strascicava, pallida, incurvata, con la testa tremante, e la sentimmo ancor tossire giù per le scale. Il Direttore guardò fisso Franti, in mezzo al silenzio della classe, e gli disse con un accento da far tremare: — Franti, tu uccidi tua madre! — Tutti si voltarono a guardar Franti. E quell’infame sorrise.


SPERANZA

29, domenica

Bello, Enrico, lo slancio con cui ti sei gettato sul cuore di tua madre tornando dalla scuola di religione. Sì, t’ha detto delle cose grandi e consolanti il maestro. Dio che ci ha gettati l’uno nelle braccia dell’altro, non ci separerà per sempre; quando io morirò, quando tuo padre morrà, non ce le diremo quelle tremende e disperate parole: — mamma, babbo, Enrico, non ti vedrò mai più! — Noi ci rivedremo in un’altra vita, dove chi ha molto sofferto in questa sarà compensato, dove chi ha molto amato sulla terra ritroverà le anime che ha amate, in un mondo senza colpe, senza pianto e senza morte. Ma dobbiamo rendercene degni, tutti, di quell’altra vita. Senti, figliuolo: ogni tua azione buona, ogni tuo moto d’affetto per coloro che ti amano, ogni tuo atto cortese per i tuoi compagni, ogni tuo pensiero gentile è come uno slancio in alto verso quel mondo. E anche ti solleva verso quel mondo ogni disgrazia, ogni dolore, perchè ogni dolore è l’espiazione d’una colpa, ogni lacrima