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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/68

60 introduzione

messo dall’un de’ lati, o passato sotto silenzio grandi fatti, seppure non gli hanno falsati per renderli acconci al loro ordine preconcepito di storica esposizione. Dopo negata l’assistenza sopranaturale che si manifesta apertamente ne’ gran drammi in cui fu protagonista, rifiutano a Colombo perfino il genio della sua impresa: e mentre lo dichiarano quasi stranio alle scienze ed alle matematiche, consentono solo a concedergli una grande sagacità di osservazione. Per la tema di dipingerlo eroe, lo rivestono di volgarità, lo spogliano sistematicamente di tutto ciò che forma la grandezza, e lo accusano, non solamente d’ignoranza, d’ingratitudine, di bacchettoneria, di presunzione, di animo picciolo e di puerile vanità, ma hanno voluto del pari impicciolire gli avvenimenti esteriori della sua vita, diminuire gli ostacoli, abbreviare la lotta e sminuire i pericoli di cui la sua ispirazione dovette trionfare. Non si avvidero costoro che a forza di mirare al positivismo, cadevano nella mediocrità, e per conseguenza nel ridicolo e nell’impossibile.

Un uomo dotato semplicemente di fermezza e di osservazione avrebb’esso fatto quello che Colombo seppe fare? La sola sublimità del suo nome non dic’ essa quella del suo cuore? La rinomanza di Colombo, la più immensa, la più certa, la più inevitabile dell’umanità, fiume inesauribile di celebrità, cui il corso de’ secoli e delle generazioni sul nostro pianeta non può che allargare, anzichè esaurire o spegnere, non è dessa già il pegno della superiorità incomparabile dell’opera sua? e l’operaio, l’artista non è egli sempre più grande dell’opera sua, sia per la potenza del suo concetto, sia pel favore divino che lo ha fecondato?

Non istà bene dimenticare che l’impresa eseguita da Colombo è senza pari nella storia. Egli non ha potuto imitare alcuno, e nessuno potrà ripetere i suoi atti. Ciò ch’egli ha fatto mutò le relazioni dei popoli per tutto il durare di questo mondo. Questa missione, unica nella serie delle età, non poteva essere conferita dal caso o dalla scienza pura: bisognava assolutamente, per compierla, una correlazione perfetta fra la sublimità dell’uomo che ne fu investito, e l’incalcolabile grandezza dell’opera sua; grandezza tale di cui il genio umano non potrebbe neppure oggidì misurare la portata, e notare i limiti.