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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/56

48 introduzione

tre n’è il peggior detrattore: i Liguri hanno in lui siffatta credenza, che ripeterono candidamente la sua accusa, non ostante la loro ardente ammirazione dell’Uomo ch’è la prima gloria della loro Metropoli.

Nella sua bella pubblicazione de’ Liguri illustri, l’abate Gavotti, incaricato della notizia su Cristoforo Colombo, lo rappresenta come fanatico di gloria, e comincia con queste parole che danno la misura del suo errore: «l’uomo è stato definito l’animale della gloria. Questa nobile passione, germe di azioni immortali, è particolarmente quella de’ genii superiori.... pochi uomini ebbero altrettanti titoli alla gloria, quanti Cristoforo Colombo, che ne fu il campione e la vittima»; e il buon Abate lo mostra, sin dalla scuola infantile, stimolato dalla gloria; poscia, sopra una nave, tocco dall’amor della gloria; e finalmente lo dipinge in atto di tentare la sua impresa per amor della gloria e pel desiderio di attirare sopra di se gli sguardi de’ contemporanei e de’ posteri.

Imbevuto delle idee dello Spotorno, il professore Angelo Sanguineti nel suo compendio della vita di Cristoforo Colombo, rimette in campo la tresca con Beatrice Enriquez: Spotorno gli ha innestato il suo odio contro Fernando Colombo che accusa di aver oscurata l’origine di suo padre. Pieno delle sovranotate preoccupazioni, l’avvocato Gian Battista Belloro, archivista dell’ antico Ufficio di san Giorgio, osa accusar Colombo di aver saputo qualche volta mentire quando vi trovava il suo tornaconto. La riverenza che gli scrittori liguri professano per lo Spotorno (salve le loro controversie sulla quistione dell’origine), la loro credula ripetizione delle sue meschinità, i riguardi che vicendevolmente si usano quanto a’lor reciproci errori, avrebbero, non pertanto, fallito l’intento, se Navarrete non avesse con vituperevole ardore raccolta la denunzia di Spotorno contro i pretesi amori di Colombo a Cordova: e questa medesima accusa, priva com’era di fondamento, non avrebbe acquistata fedo se l’illustre Humboldt non l’avesse accettata siccome verità, coprendo col suo nome enciclopedico le brutture di Navarrete. Dopo la storia di Washington Irving, l’opera che tratta più espressamente e più largamente di Colombo, è certamente quella