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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/371


capitolo quarto 363

gallo faceva pratiche operose con membri influenti della corte pontificia, usando di tutte le arti della diplomazia per ottenere dalla Santa Sede la sospensione, o l’annullamento delle Bolle concedute alla Spagna. Ma alle osservazioni motivate dai cosmografi portoghesi, alle istanze e sollecitazioni del re Giovanni II, il Papa rispose puramente e semplicemente di avere già in prevenzione rimossa ogni contesa, tirando una linea di demarcazione dall’un polo all’altro; e che la sua donazione era irrevocabile. Avendo, dal canto suo, la corte di Spagna partecipato alla Santa Sede i lagni del Portogallo, il Papa fece anche a lei la medesima risposta.

Nondimeno il Portogallo non si tenne vinto, e tornò a importunare la Santa Sede, facendo valere il suo primato nelle scoperte marittime, le sue intenzioni pie, ed alquanto considerazioni tratte dalla scienza geografica: ma ogni suo sforzo torno vano e il Papa fu irremovibile. La Santa Sede si teneva così sicura del limite fissato secondo i dati forniti da Cristoforo Colombo, che intimò agli ambasciatori ordinari ed agl’inviati straordinari delle due Corone di riferirsene alle Bolle del tre e del quattro maggio 1493.

Una circostanza di questa contesa, trasandata sinora dagli storici, e che, nonpertanto, fa conoscere naturalmente il carattere provvidenziale della linea segnata dalla demarcazione papale, deve qui trovar luogo.

Pare che la stessa Regina di Castiglia, vedendo già possibile il matrimonio dell’infante sua figlia primogenita coll’erede presuntivo di Giovanni II, per evitare ogni motivo di discordia col suo potente vicino, con cui era già legata in parentado, non fosse menomamente aliena dal consentire che il Santo Padre rivedesse le Bolle e le modificasse in un senso più vantaggioso al Portogallo. Isabella credeva cosa semplicissima, che, a richiesta di lei, il Santo Padre ristringesse un privilegio conceduto in suo favore: e reputava tanto sincera la cosa, che, scrivendo a Cristoforo Colombo il 5 settembre 1493, parlavagli di una rettificazione delle Bolle come di un fatto già ottenuto. La Regina di Castiglia univa le sue istanze a quelle di Giovanni II. Accor-