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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/370

362 libro secondo

e il vento propizio, il suo vigore si dileguò ad un tratto, e la natura riprese i suoi diritti.

Ciascuno de’ suoi organi si rilassò in braccio ad un profondo sonno: cervello, occhi, gambe cedettero ad una fatica che oltrepassava la umana vigoria: essendo generale lo sfinimento, tale doveva esser eziandio la riparazione. V’ebbe, pertanto, in lui una sospensione assoluta delle facoltà fisiche e morali, un completo letargo. Se non vi fossero state le lente pulsazioni del cuore, e la flessibilità delle membra, si sarebbe creduto che quell’anima sublime era tornata al suo Creatore.

ln quella circostanza, i piloti considerata l’impossibilità di navigare sopra i Caraibi con caravelle fracassate, mezzo annegate, e quasi senza savorra, si diressero all’Isabella.


§ IV.


Due mesi prima che partisse Colombo pel suo secondo viaggio, il Portogallo aveva diretto alla Castiglia una protesta contra le Bolle dei 3 e 4 maggio 1493, le quali, a suo dire, erano un’usurpazione dei diritti ond’era stato precedentemente investito.

Temendo che si rompessero le buone relazioni esistenti con quel suo alleato, la corte di Castiglia volle esaminare attentamente quel richiamo. Il 30 luglio 1494, Isabella incarico don Guttierre di Toledo, cugino del re, professore all’università di Salamanca, di mandarle senza ritardo, a Segovia, i maestri in astronomia ed in geografia, che giudicava più capaci per conferire coi piloti che aveva radunati. ll gran cardinale di Spagna scrisse il 26 agosto al dotto lapidario di Burgos Ayme Ferrer, che trattava da amico, di venirne in tutta fretta colle sue carte e co’ suoi stromenti di matematica per una verificazione di misura. Questo Lapidario, uomo di fede sincera, naturalista, viaggiatore, geografo, fu invitato a dire il suo parere sulla controversia surta fra i due Stati.

Tuttavia, mentre si avviava l’accordo colla Castiglia, il Porto-