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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/37


introduzione 29

Cristoforo Colombo, che fu scritta in Alemagna, fu destinata a trastullare la gioventù.

Come poteva il mondo occuparsi seriamente di Colombo, quando l’opera sua era in sì poca considerazione appo gli scrittori ed i filosofi che facevano legge nel secolo decimottavo, epoca in cui era conosciuta la totalità del Continente Americano, e compiutamente determinata così l’estensione come la forma della terra? Cotesti uomini, i quali credevano aver trovate in America obbiezioni contro Mosè ed i Libri Santi, non erano tali da poter apprezzare la missione dell’Uomo che pose l’antico Mondo in relazione col nuovo.

Non è da stupire dell’error volgare, allorché vediamo un celebre scrittore, Raynal, decorato del titolo di filosofo e autore della famosa Storia filosofica delle Indie, collocar Gama sopra Colombo, e considerare il passaggio del Capo come l’epoca più grande della storia. Per ringraziare l’accademia di Lione d’averlo eletto fra’ suoi membri, ei le propose un premio a chi meglio sciogliesse questo quesito:«La scoperta dell’America è stata dessa nociva od utile al genere, umano?» Fra cotesti enciclopedisti, che, secondo il loro titolo, possedevano tutte le scienze, neppur uno aveva sentore del genio di Cristoforo Colombo e della grandezza dell’operato da lui: lo stesso dotto Buffon, cadendo nell’error comune sull’importanza del Nuovo Mondo, poneva la scoperta de’ Portoghesi avanti quella di Colombo: «essi oltrepassarono, dice, il Capo di Buona Speranza, traversarono i mari dell’Africa e delle Indie; e, mentre dirigevano tutti i lor pensieri verso l’Oriente e il Mezzogiorno, Cristoforo Colombo rivolse i suoi verso l’Occidente».

Il protestantismo venne in aiuto alla filosofia francese.

Robertson trovò, che, rispetto alla scoperta, non vi aveva alcun bisogno di Colombo. «Se la sagacità di Colombo, dice, non ci avesse fatto conoscere l’America, alcuni anni più tardi qualche felice caso vi ci avrebbe condotti;» quasi che vi sarebbero stati naviganti che si sarebbero avventurati sotto quelle temute latitudini senza la riuscita di Cristoforo Colombo, il quale aveva sicurati i marinai, e chiariti i misteri del mar tene-