Apri il menu principale

Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/363


capitolo quarto 355

autentica della scoperta del continente di Cuba, riputato il principio delle Indie.

A tal effetto, il notaro reale della spedizione dovette raccogliere le deposizioni degli uomini di mare, sotto forma di esame, e tesserne processo verbale alla presenza di quattro testimoni. Perciò, il giovedì, 12 giugno 1494, Fernando Perez de Luna, notaro regio, andato a bordo d’ogni caravella, assistito da Diego Tristan e Francesco Morales, ambedue domiciliati a Siviglia, Pedro de Ferreros, mastro di casa, e Lopes de Zuniga, scudiere scalco, ambedue ufficiali domestici «del signore ammiraglio,» compilò il suo atto a bordo della Santa Clara. Questo processo verbale prova che gl’Indiani hanno dichiarato che la costa si estende ad oltre venti giornate, senza che si sappia dove finisca; che gli uomini di mare, piloti e marinai, avendo consultato le loro carte, e riflettuto prima di rispondere, hanno tutti affermato, sotto giuramento, che non avevano mai nè veduto, nè sentito dire che un’isola potesse offrire trecentotrentacinque leghe di coste, dall’occidente al levante, senza che se ne vedesse la fine; e che essi giudicano quella essere terraferma.

Erano nelle caravelle cinquanta uomini di mare, fra’ quali piloti rinomati e maestri in cosmografia. Nessuno emise intorno a ciò il menomo dubbio. Tutti sapevano le particolarità sulle quali l’ammiraglio fondava le sue congetture, ed erano intimamente persuasi che Cuba segnava il principio delle Indie. Su questi dati Colombo aveva concepito l’audace itinerario, mercè cui intendeva ricondursi in Ispagna per l’Asia, ed il Mediterraneo.

Dio solo e gli Angeli sapevano allora la forma del nuovo continente, l’immensita del mare Pacifico, la distanza che separava Cuba dalle coste della China e dell’Arcipelago indiano. L’inevitabil errore di Colombo, da cui non avrebbe potuto andar esente che per rivelazione divina, serve a mettere in rilievo la fecondità del suo genio, e l’ardimento delle sue induzioni. Nel suo piano impraticabile brilla la prima idea di circumnavigazione. Senza l’interposizione del continente americano, cui niente poteva far sospettare, egli sarebbe effettivamente giunto,