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Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/36

28 introduzione


In Roma, un nobile genovese, storico delle grandezze della Liguria, Uberto Foglietta, manifestò la sua indegnazione contra «il vergognoso silenzio e l’incredibile accecamento» della sua patria, la quale decretava statue ad alcuni cittadini per cause volgari, e non ne rizzava alcuna al solo de’ suoi figliuoli la cui gloria non ebbe pari. Sino all’anno 1577, la repubblica di Genova, indifferente come gli altri Stati verso Colombo, non aveva pensato a consacrargli un pezzo di quel marmo di cui abbondano cotanto i suoi palagi. Dalla Città Eterna uscì la generosa protesta del Patrizio genovese, e la sua dichiarazione del servizio incomparabile, reso dal suo compatriota alla Chiesa di Gesù Cristo.

La gran mercè dell’influenza romana, l’Italia non perdette interamente la memoria di Cristoforo Colombo. La voce dei poeti suscitati dal Cardinalato, risvegliò l’amor patrio. Come a’ tempi eroici dell’ingegnosa Grecia sette città si disputarono la gloria di aver prestata la culla ad Omero, così altrettante città borgate si contesero l’onore di aver dato i natali a Cristoforo Colombo; Savona, Pradello, Nervi, Cugurea, Bugiasco, Cuccaro, osarono contrastarlo a Genova la superba. Ma lasciando dall’un de’ lati questa lotta di amor proprio tutto locale, il rimanente dell’Europa, e la Francia in particolare, non pose alcuna seria attenzione nè alla persona di Cristoforo Colombo, nè alla sua opera sovrumana, nè vi fu alcuno che facesse pensiero di scriverne la storia: nè v’ebbe parimenti alcuno che si pigliasse la cura di tradurre per intero la parte delle opere relative all’America, pubblicate in Ispagna sotto il titolo di Storia delle Indie Occidentali: tutti si attennero a vaghe dicerie, ad errori manifesti: la sola circostanza, che impedisse di porre interamente in oblío Cristoforo Colombo fu, per avventura, quel racconto dell’uovo, che, non ostante la sua inverosimiglianza, riuscì ad accreditarsi. Cristoforo Colombo aveva scoperto il Nuovo Mondo, e per ispiegare la sua scoperta, aveva schiacciato per l’un de’ capi un uovo sopra una tavola: l’opinione riassumeva così i due punti principali della sua vita, i soli che rimanessero nella memoria. Siccome il racconto dell’uovo ricreava l’infanzia, così la prima storia di